Trasporti

TRASPORTI – Multe stradali: notifica via posta elettronica certificata

Dal 17 gennaio 2018 tutti i soggetti, persone fisiche o persone giuridiche, in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata PEC presente nei pubblici elenchi riceveranno le multe in formato digitale. Lo prevede un decreto del Ministero dell’Interno del 18 dicembre scorso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16/01/2018, che disciplina le “procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada tramite posta elettronica certificata”.

Il provvedimento prevede che gli organi di polizia (Polizia Stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza, polizie locali, provinciali e municipali) utilizzino esclusivamente l’ indirizzo PEC del trasgressore, se è stato identificato, oppure, in caso di contestazione successiva, l’indirizzo PEC dell’obbligato in solido, cioè del proprietario del veicolo.

Gli agenti per ottenere la PEC possono consultare l’Ini-PEC, l’Indice nazionale degli indirizzi PEC (inipec.gov.it), gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico e aggiornato quotidianamente con i dati provenienti da Registro imprese e ordini e collegi professionali (la PEC, dal 2009, è obbligatoria per aziende e professionisti).

Gli agenti inoltre chiederanno al trasgressore comunque l’indirizzo di posta elettronica certificata direttamente in sede di contestazione immediata della violazione, oppure potranno ricercarla in qualsiasi pubblico elenco (ad esempio presso i Comuni) per notificazioni e comunicazioni elettroniche.

Non cambiano i termini di notifica previsti dal Codice della strada, infatti, la notifica si compie nel momento in cui il sistema genera la ricevuta di accettazione della PEC. Mentre per il destinatario i termini decorrono dal momento in cui il sistema genera la ricevuta di avvenuta consegna della PEC.

Per l’Organo Accertatore da quel momento decorreranno, a prescindere dal fatto che il destinatario legga la mail (anche oggi la notifica si compie automaticamente decorsi dieci giorni di giacenza dell’atto presso l’ufficio postale), i termini per il pagamento della sanzione scontata (5 giorni), quelli per il pagamento della sanzione in misura ridotta (60 giorni) oppure i termini per fare ricorso, 30 giorni per opporsi al giudice di pace, 60 per presentare opposizione al prefetto.

La notifica elettronica comporterà l’azzeramento delle spese di notifica così come previsto da una legge del 2013. Le amministrazioni potranno porre a carico di chi è tenuto al pagamento della multa solo le spese di accertamento, cioè il costo che il comando sostiene per ricavare, dai pubblici registri (ANV-Archivio nazionale veicoli oppure PRA-Pubblico registro automobilistico) o altri il nome dell’obbligato in solido.

È evidente che per le persone fisiche non dotate di un indirizzo di posta elettronica certificata non cambierà nulla, riceveranno il verbale nelle modalità attuali, tramite Poste Italiane oppure con un corriere privato con l’aggravio delle sempre esagerate spese di notifica.

Si ricorda che tutti i cittadini italiani o residenti saranno obbligati ad avere un domicilio digitale come previsto dal Codice dell’amministrazione digitale.

Autotrasporto: possibilità di effettuare i periodi di riposo giornalieri e i periodi di riposo settimanali ridotti in trasferta e a bordo del veicolo. Esclusione dei periodi di riposo settimanale regolari

Confartigianato informa che la Decima Sezione della Corte di Giustizia UE nella giornata del 20 dicembre 2017 si è espressa con sentenza sulla possibilità di effettuare i periodi di riposo giornalieri e i periodi di riposo settimanali ridotti in trasferta e a bordo del veicolo (purché il veicolo stesso sia dotato delle opportune attrezzature per il riposo di tutti i conducenti e sia in sosta) escludendo i periodi di riposo settimanali regolari,

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AUTOTRASPORTO – Ancora ritardi per le deduzioni forfetarie ai trasportatori

Domenico D'Amico, Presidente provinciale regionale di Confartigianato Trasporti, esprime preoccupazione per i ritardi e sollecita interventi rapidi e decisivi per la definizione degli strumenti attuativi indispensabili  per rendere disponibili le risorse destinate al Trasporto con la Legge di Stabilità 2016. Per questo a livello nazionale abbiamo chiesto ai Ministeri competenti di andare verso una rapida definizione degli strumenti attuativi della Legge di Stabilità. Dopo oltre due mesi dall'approvazione della Legge di Stabilità - spiega D'Amico -  ancora oggi non sono state rese note le modalità di utilizzo di risorse importanti per la categoria. Mi riferisco alle deduzioni forfetarie riservate ai trasportatori, vicenda sulla quale già l'anno scorso si sono manifestate numerose tensioni a causa dei ritardi con cui l'Agenzia delle Entrate ha reso noti gli importi da mettere in deduzione.

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TRASPORTO MERCI: Recupero accise - L’agenzia delle dogane precisa che l’istallazione dei sistemi antiparticolato (fap) su veicoli euro 2 o inferiore non consente il riconoscimento del credito d’imposta

Ristretto il campo di applicazione del credito d’imposta

Come noto, tra le misure in materia di autotrasporto, la Legge di Stabilità 2016 ha ristretto il campo di applicazione del credito d’imposta per il recupero dell’accisa prevista a favore degli esercenti il trasporto merci e di determinate imprese che svolgono il trasporto persone, escludendone a decorrere dal 1º gennaio 2016 il gasolio consumato dai veicoli di categoria euro 2 o inferiore.

Venuti a conoscenza del contenuto della legge, numerosi sono stati i quesiti formulati da Associazioni di settore, tra cui Confartigianato Trasporti, nonché, direttamente, da imprenditori interessati, per ottenere chiarimenti in merito alla possibilità che l’installazione di peculiari sistemi di riduzione del particolato, su veicoli euro 2 o inferiori, potesse portare ad  equiparare i veicoli stessi a categoria euro 3 o superiore, e quindi all’inclusione nel beneficio fiscale previsto commisurato ai consumi di gasolio.

A tal  riguardo, l’Agenzia delle Dogane, dopo aver interpellato la Direzione generale per il trasporto stradale e per l’intermodalità del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha chiarito che “l’installazione su veicoli di categoria euro 2 od euro 1 di sistemi per la riduzione del particolato non comporta, di per sé, l’equiparazione di tali mezzi a quelli di cui alle categorie euro 3 o superiore.”

Secondo il Ministero dei trasporti, tali sistemi consentono la riconducibilità alla categoria superiore solo per quanto riguarda il parametro delle emissioni inquinanti e quindi solo al fine di ovviare ai divieti di circolazione dei veicoli saltuariamente stabiliti per le città con più elevata densità di polveri sottili.

Tali dispositivi, non soddisfacendo gli altri requisiti, quali, ad esempio, i sistemi di sicurezza, non permettono la classificazione del mezzo di trasporto nella categoria diversa da quella originaria. Conseguentemente non sussistono nei casi in esame i presupposti legittimanti il riconoscimento del credito d’imposta previsto per il recupero dell’accisa.

Pertanto, alla luce di quanto sopra, si conferma che sin dalla prossima scadenza utile riferita a consumi di gasolio dell’anno 2016, possono presentare la dichiarazione trimestrale di rimborso esclusivamente le imprese in possesso di veicoli di categoria euro 3 o superiore.